Da quanto emerso nell’ultimo intervento di Mario Draghi la scorsa settimana al Parlamento Europeo pare che il Bonus 110 per come lo abbiamo conosciuto fino a questo momento abbia veramente le ore contate.
E pensare che con il nuovo Decreto aiuti, approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 2 maggio, si era spostato dal 30 giugno al 30 settembre il termine entro cui anche i proprietari di villette monofamiliari potranno usufruire del Superbonus, ma sul tema il Premier è stato abbastanza chiaro.
In realtà i segnali di una certa diffidenza soprattutto di una parte dell'attuale governo erano già arrivati negli ultimi mesi, dubbi su un provvedimento non tanto a livello teorico ma nelle sue modalità di realizzazione.
Al di la della politica, facendo un esempio Mario Draghi ha sottolineato come il costo di efficientamento sia più che triplicato grazie ai provvedimenti del bonus 110%, perché il 110% togliendo di per se l'incentivo alla trattativa sul prezzo.
Il senso del bonus è quello di incentivare i lavori edili che permettano agli immobili di diventare più sostenibili scalando classi energetiche, come sottolineato più volte dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e su questo Draghi si è detto d’accordo. Ma come dicevamo stiamo parlando di un'approvazione ideologica, nell’idea che questo debba essere un governo “ecologico”, ma al premier è chiaro non piacciono le modalità di tale provvedimento e soprattuto ciò che sta succedendo nella speculazione sui prezzi e sul meccanismo di cessione del credito, dato che molte banche hanno chiuso all’accettazione di nuovi crediti.
Altra parte spinosa da non dimenticare è poi quella delle truffe, aumentate in maniera esponenziale dopo l’istituzione del Superbonus, “Una delle più grandi truffe della storia repubblicana” dichiarò il ministro dell’Economica Franco lo scorso inverno.
Insomma pare che il Bonus, nonostante le proroghe di cui sopra abbia veramente se non le ore i giorni contati.
Pubblicato il 12/05/2022
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